CELEBRARE LA NAZIONE Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo

Convegno internazionale di studi nei
 150 anni dell’Italia unita VITERBO, 10-12 MARZO 2011

Archivio per 5 Arturo Marzano

Abstract Arturo Marzano

Israeliani e palestinesi: commemorare il 1948

di Arturo Marzano (Un. Pisa)

Il presente intervento si pone l’obiettivo di analizzare il modo in cui lo Stato di Israele ha nel corso degli anni commemorato la propria indipendenza, avvenuta nel 1948. Allo stesso tempo, dal momento che la guerra del 1948, oltre a dare origine allo Stato di Israele, significò per la popolazione palestinese la Nakba [catastrofe] (700,000 circa furono i palestinesi divenuti profughi), il paper intende indagare anche il modo in cui la popolazione israeliana – tanto la maggioranza ebraica, quanto la minoranza araba – ha nel corso degli anni percepito tali commemorazioni e ha contribuito a porle in essere.

L’intervento si compone di quattro parti. Nella prima, verranno analizzate le ragioni che portarono il governo israeliano a identificare nel 5 di iyar lo Yom ha-‘Atzmaut, cioè il Giorno dell’Indipendenza dello Stato di Israele (Handelman, Katz). Tale giornata ricorda la Dichiarazione di Indipendenza dello Stato di Israele, letta e firmata dal governo provvisorio di Ben Gurion il 14 maggio 1948. Tuttavia, come si vedrà, il Giorno dell’Indipendenza si collega direttamente a due altre commemorazioni: lo Yom ha-Shoah ve-Ghevura, cioè il Giorno della Shoah e dell’Eroismo, che è stato fissato il 27 di nisan, e lo Yom ha-Zikaron, cioè il Giorno del Ricordo, in cui si commemorano i caduti in tutte le guerre di Israele, che viene celebrato il 4 di iyar (Bensoussan). Questi tre giorni rappresentano un pilastro centrale della “religione civile” di Israele (Liebman, Don-Yehiya), dal momento che stabiliscono indissolubilmente il rapporto tra tragedia, riscatto, e redenzione, e collegano chiaramente la nascita di Israele alla Shoah, all’eroismo di quei pochi che osarono sfidare il nazismo, e alla difesa dello Stato che l’esercito israeliano ha sempre fatto a partire dal 1948.

Nella seconda parte, verranno esaminate la simbologia e la ritualità che fanno da sfondo alle celebrazioni del 1948, prendendo in esame in particolare i primi anniversari e il decennale del 1958. Verranno sottolineati i tratti comuni e i cambiamenti verificatisi sia nella gestione delle celebrazioni da parte dello Stato di Israele, sia nella percezione che di queste ha avuto la popolazione israeliana (Kook).

Nella terza parte, verrà poi esaminata la progressiva creazione di una narrazione alternativa del 1948, e in particolare, la diffusione che – seppur tra settori assolutamente minoritari della popolazione israeliana – sta avendo la commemorazione della Nakba (Bronstein). In particolare, verranno esaminato il modo in cui la Nakba è entrata nelle commemorazioni del quarantennale di Israele nel 1988, e del cinquantesimo nel 1998. In entrambe le occasioni, infatti, si ebbe un vivace dibattito sul modo in cui la narrazione “ufficiale” del 1948 era stata costruita. Già nel 1978, l’adattamento televisivo di Khirbet Khizeh, breve romanzo di S. Yizar (pseudonimo di Yizhar Smilansky) ad opera del regista televisivo Ram Loevy aveva portato ad una vivace discussione (Shapira). Fu però l’ondata della “nuova storiografia” a far sì che la Nakba diventasse – seppur in modo marginale – un oggetto di discussione durante le celebrazioni del 1988. E fu il documentario Tkuma, andato in onda in 22 puntate alla televisione israeliana nel 1998, a fare discutere e riflettere un pubblico certamente più ampio rispetto a quei pochi che avevano letto dieci anni prima i lavori dei nuovi storici israeliani (Pappe). Negli ultimi anni, infine, alcuni settori della società israeliana hanno cominciato a commemorare il 1948 in modo “alternativo”, dando spazio alla memoria che di quegli eventi hanno i palestinesi. Nel febbraio 2002, è infatti nata l’organizzazione Zokhrot [noi ricordiamo], che ha proprio l’obiettivo di giungere a una memoria condivisa del 1948, che sappia integrare la commemorazione della Nakba nelle celebrazioni per l’indipendenza di Israele (Lentin).

Infine, nella quarta parte, verranno analizzate le modalità con le quali i palestinesi cittadini di Israele commemorano la Nakba. A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, ad una maggiore consapevolezza politica finalizzata alla lotta per i propri diritti di minoranza nazionale, si è accompagnata la decisione di commemorare pubblicamente – e non più solo privatamente – la Nakba. Negli ultimi anni, in particolare, si sono avute una serie di manifestazioni in tal senso. In occasione delle celebrazioni del cinquantesimo dello Stato di Israele nel 1998, ad esempio, la comunità palestinesi si è impegnata per la costruzione di alcuni memoriali dedicati alle vittime della nakba. Dei tre siti commemorativi costruiti, però, per una serie di ragioni che verranno esaminate, soltanto uno è ancora aperto (Sorek).

 

Bibliografia essenziale :

G. Bensoussan, Un nom impérissable. Israël, le sionisme et la destruction des Juifs d’Europe, Paris, Éditions du Seuil, 2008

E. Bronstein, “The Nakba in Hebrew: Israeli-Jewish Awareness of the Palestinian Catastrophe and Internal Refugees”, in N. Masalha (a cura di), Catastrophe Remembered: Palestine, Israel and the Internal Refugees. Essays in Memory of Edward W. Said, Zed Books, London, 2005

D. Handelman – E. Katz, “State ceremonies of Israel. Remembrance Day and Independence Day”, in D. Handelman (a cura di), Models and Mirrors: Towards an ANthropology of Public Events, Ne York, Berghahn Books, 1998 (ed. or. 1990), pp. 191-233

R. Kook, “Changing Representations of National Identity and Political Legitimacy: Independence Day Celebrations in Israel 1952-1998”, National Identities, Vol. 7, N. 2, 2005, pp. 151-173

R. Lentin, “The Contested Memory of Dispossession: Commemorizing the Palestinian Nakba in Israel”, in Id. (a cura di), Thinking Palesatine, London – New York, Zed Books, 2008, pp. 206-220

C.S. Liebman, E. Don-Yehiya, Civil religion in Israel, Berkeley, University of California Press, 1983

Ilan Pappe, “Israeli Television’s Fiftieth Anniversary ‘Tekumma’ Series: A Post-Zionist View”, Journal of Palestine Studies, Vol. 27, N. 4, 1998, pp. 99-10

A. Shapira, “Hirbet Hizah: Between Remembrance and Forgetting”, Jewish Social Studies Vol. 7, N. 1, 2000, pp. 1-62

T. Sorek, “Cautious Commemoration: Localism, Communalism, and Nationalism in Palestinian Memorial Monuments in Israel”, in Comparative Studies in Society and History, Vol. 50, N. 2, 2008, pp. 337–368

 


Annunci