CELEBRARE LA NAZIONE Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo

Convegno internazionale di studi nei
 150 anni dell’Italia unita VITERBO, 10-12 MARZO 2011

Archivio per 3 Antonella Salomoni

Abstract Antonella Salomoni

Urss 1927. Il decennale della Rivoluzione d’ottobre

di Antonella Salomoni (Un. della Calabria)

L’intervento – a partire da una sintetica ricostruzione dei rituali di massa nell’epoca post-rivoluzionaria – propone una riflessione sui principali obiettivi della cultura celebrativa nella Russia sovietica: da un lato, l’“incorporazione” – creare, attraverso strumenti simbolici, relazioni esemplari (in particolare, di affinità e solidarietà) tra i singoli e la collettività; dall’altro, il “consolidamento” – produrre, attraverso la promozione dell’azione e la creazione di una neo-tradizione, la più stretta coesione tra governanti e governati, ispirando al tempo stesso fiducia nei successi a venire del sistema. Il punto di forza di tali pratiche consiste, più che nella esaltazione del presente, nella rievocazione del passato, anche se prossimo, e, in tale senso, si promuovono eventi di tipo propriamente “commemorativo”, in cui si traspone il passato al presente e si giustifica il presente in riferimento al passato.

Evocate alcune specifiche forme cerimoniali degli anni venti (la sfilata-dimostrazione, lo spettacolo di massa, la decorazione urbana), s’insisterà sul tentativo di dare fondamento, a fini di legittimazione, ad un nuovo linguaggio in cui – in contrapposizione alla prosaicità del discorso politico – l’identificazione vuole essere favorita attraverso la drammatizzazione, il movimento, la traduzione locale dell’evento rivoluzionario, il ricorso alla memoria individuale, la  promozione dei sentimenti di eroismo e patriottismo.

Le celebrazioni degli anni venti, pur costituendo una componente vitale del progetto bolscevico di trasformazione, si risolveranno in un progressivo declino della varietà e della volontarietà, nella trasformazione dell’interesse in consuetudine e dell’entusiasmo in artifizio. Il decennale della rivoluzione d’ottobre nel 1927, per la sua portata storico-retrospettiva, segna però una momentanea inversione di tendenza, mettendo sotto traccia l’involuzione in atto, e si presenta come una sorta di compimento creativo della precedente sperimentazione, rappresentando il culmine dell’idea di commemorazione dell’evento rivoluzionario come “storia vivente (živaja istorija)”, ovvero dell’idea di reciproca dipendenza tra “storia che si scrive” e “”storia che si fa”. Marca al tempo stesso il passaggio ad una nuova fase e, nella sua esibizione di creatività, già manifesta i sintomi degli anni a venire: solida determinazione degli intendimenti politici, rigidità e austerità del cerimoniale, professionalismo celebrativo e militarizzazione partecipativa.

Bibliografia essenziale :

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