CELEBRARE LA NAZIONE Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo

Convegno internazionale di studi nei
 150 anni dell’Italia unita VITERBO, 10-12 MARZO 2011

Archivio per 3 Monica Cioli

Abstract Monica Cioli

Lipsia nell’Impero tedesco: celebrazioni nazionali alla vigilia della Prima Guerra mondiale (1911-1913)

di Monica Cioli (Un. Trento)

1. «Nel 1911 gli italiani festeggiarono cinquant’anni di unità politica, commemorando la nascita del Regno d’Italia, avvenuta a Torino il 17 marzo 1861. Nella breve vita dello Stato unitario, le celebrazioni del “giubileo della patria” …furono una grande festa della nazione. Furono, cioè, la più importante occasione per riconsacrare con solennità, all’inizio del ventesimo secolo, il primato del mito nazionale, quale supremo principio di ispirazione etica e politica per i cittadini dell’Italia unita»[1]. Si trattava di un avvenimento che non sfuggiva a un foglio liberale come «Die Gartenlaube», che ricordava il cinquantenario soffermandosi sull’influenza del fenomeno unitario sulla vicina Germania, dallo stesso Cavour definito un «evento straordinario», essendo allora la penisola il paese più lacerato d’Europa[2].

Eppure, la Germania, raggiunta l’unità nazionale nel 1871 (il Reich fu proclamato a Versailles il 18 gennaio) non festeggiava: costume dell’epoca – e questo mi pare si possa dire anche per l’Italia – era festeggiare i 25, i 50, i 100 anni; non i 30 o i 40. Ma la concentrazione sull’evento 1911, causato in qualche modo dai 150 anni dell’unità d’Italia (e dal titolo che mi è stato proposto dagli organizzatori del convegno), mi ha suscitato interrogativi e riflessioni soprattutto perché legato all’altro evento in oggetto, molto celebrato, dei 100 anni della battaglia di Lipsia o «battaglia delle nazioni». Se cioè il 1911 passava in sordina e solo nella seduta del Reichstag del 18.01.1911 il presidente ricordava in modo laconico i 40 anni dell’Impero, il 18 ottobre 1913 sarebbe stato il grande evento per ricordare i 100 anni della battaglia di Lipsia.

2. Comprendere il significato di due memorie alla vigilia della Grande Guerra – la creazione del Reich nazionale e, prima di questa, il significato delle guerre di liberazione dal dominio napoleonico o anche liberazione nel senso dell’idea-mito nazionale borghese (come aspirazione morale a diritti costituzionali che la borghesia tedesca derivò dal suo presunto ruolo guida nella guerra contro il dominio napoleonico) – mi ha spinto anzitutto ad allargare il campo d’indagine andando a ritroso. Convinta come sono della centralità del discorso federale nella Germania guglielmina, di quanto cioè l’impianto del Bund abbia influito sulla costituzione materiale tedesca – sia a livello politico in senso stretto che a livello più ampio, culturale – mi sono concentrata su due aspetti che potevano confermare o meno se, anche nel discorso della memoria e quindi della nation building culturale, avesse potuto funzionare quello che Dieter Langewiesche ha chiamato in modo molto pregnante «nazionalismo federativo». Da un lato il governo imperiale e la Prussia; dall’altro il Völkerschlachtdenkmal, cioè il  monumento per la «battaglia delle nazioni» previsto già all’indomani della liberazione da Napoleone ma inaugurato a Lipsia soltanto il 18 ottobre 1913.

3. Andando a ritroso, se di festeggiamento si vuole parlare, questo è stato quello relativo alla battaglia di Sedan (il cosiddetto Sedantag): sebbene non sia mai stato un giorno di festa ufficiale, con astensione dal lavoro, nei primi decenni dell’impero esso rappresentava una festa nazionale che ha visto anche le provincie dell’impero investire nell’impresa molte forze finanziarie. La scelta del giorno non fu imposta da una direttiva imperiale ma è dovuta a iniziative protestanti – cui seguirono proteste di parte cattolica e, per altri motivi, socialista – e delle associazioni militari. Soprattutto per il giubileo dell’anno 1895 il «giorno di Sedan» fu ricordato in tutto il Reich con un numero notevole di festeggiamenti di autorità, associazioni, scuole, università: dopo quella data, la celebrazione perse significato, senza dunque riuscire ad essere espressione di una riuscita integrazione nazionale.

4. Per quanto riguarda la battaglia di Lipsia – la sua rappresentazione e mitizzazione – la vicenda, che attraversò veramente un secolo con punte diverse di interesse, si sviluppò attorno a due «termini-concetti»: quello di Freiheitskrieg (guerra di libertà per) e quello di Befreiungskrieg (guerra di liberazione da). Se le forze «tedesco-nazionali» si rifecero alla prima accezione di «guerra di libertà», propria del XVIII secolo (della guerra di indipendenza americana e della rivoluzione francese), per esprimere la libertà nazionale con l’aiuto del popolo e per il popolo e, in senso liberale, per reclamare i diritti di libertà e rappresentanza, il termine «Befreiungskrieg» si radicò in Prussia a partire dal 1816 nella prospettiva della liberazione dal dominio «demoniaco» di Napoleone – «la Tyrannie la plus absurde et la plus atroce», come scrisse il Freiherr vom Stein a sua moglie nell’ottobre del 1813. Esattamente in questa prospettiva vanno visti sia il monumento berlinese di Schinkel a Kreuzberg (1819-22), che la  Befreiungshalle a Kehlheim in Baviera (1842-1863). Quest’ultimo fu inaugurato nel 1863, nel 50° anniversario della battaglia di Lipsia (battaglia che aveva coinvolto anche la Baviera): il 1863, dunque prima delle famose tre guerre per l’unificazione tedesca (1864, 1866, 1870).

Infatti, dopo quella data le tre guerre e la conseguente nascita del Reich fecero diminuire l’interesse al periodo delle guerre di liberazione. L’occasione del 75° anniversario della «battaglia delle nazioni», il 1888, non solo rese quel periodo storico di nuovo attraente ma rianimò anche l’antico progetto di dare vita a un grande monumento «popolare» destinato a celebrare la battaglia di Lipsia. La fondazione nel 1894 da parte dell’elite borghese di Lipsia del Deutscher Patriotenbund zur Errichtung eines Völkerschlachtdenkmals bei Leipzig rese possibile la costruzione dell’enorme monumento, inaugurato il 18 ottobre 1913 nel centenario della «battaglia delle nazioni».

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D. Langewiesche, Kulturelle Nationsbildung im Deutschland des 19. Jahrhunderts, in M. Hettling, P. Nolte (ed.), Nation und Gesellschaft in Deutschland. Historische Essays, München 1996, pp. 46-64

D. Langewiesche, Federalismo e centralismo nell’Impero tedesco: Stato, economia, società, cultura. Un panorama, in O. Janz, P. Schiera, H. Siegrist (ed.), Centralismo e federalismo fra Otto e Novecento. Italia e Germania a confronto, Bologna 1997, pp. 107-123

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J.C.G. Röhl, Wilhelm II. Der Aufbau der persönlichen Monarchie 1888 – 1900, München 2001

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[1] E. Gentile, La Grande Italia. Ascesa e declino del mito della nazione nel ventesimo secolo, Milano 1997, p. 10.

[2] E. Mühling, Zur fünfzigjährigen Jubelfeier der Gründung des Königreichs Italiens, in «Die Gartenlaube», 1911, pp. 248-252.