CELEBRARE LA NAZIONE Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo

Convegno internazionale di studi nei
 150 anni dell’Italia unita VITERBO, 10-12 MARZO 2011

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Abstract Jordi Canal

Banderas para celebrar la nación: la España democrática
Jordi Canal (EHESS, París)

I

España, los símbolos de la nación.

La bandera y la supuesta débil nacionalización española en el siglo XIX.

Bandera española versus bandera catalana y bandera vasca: la génesis de los nacionalismos periféricos.

Bandera monárquica versus bandera republicana (Segunda República y Guerra Civil).

El franquismo, el nacionalismo español y la apropiación de bandera y otros símbolos.

II

Guerras de banderas, desde la Transición a hoy.

La bandera española

La bandera española contra la bandera con distintivos franquistas: la difícil existencia de la extrema derecha en la España democrática.

La bandera española contra la bandera republicana: ¿Reviviendo conflictos del pasado?

La bandera española contra las banderas de las regiones o naciones: conflictos nacionales en el Estado de las autonomías. La bandera española contra la bandera catalana y contra la bandera catalana con la estrella: del nacionalismo al independentismo en Cataluña. Conflictos interregionales: la bandera catalana contra la bandera valenciana.

III

La bandera española de la plaza de Colón, en Madrid. Debates y discusiones sobre cómo celebrar la nación a principios del siglo XXI (¿qué nación?). Una muestra clara de una España contemporánea profundamente marcada por los asuntos nacionales. El nacionalismo y la importancia de lo simbólico.

Abstract Maria Ferretti

L’Unione Sovietica: gli anniversari della seconda guerra mondiale

di Maria Ferretti (Un. della Tuscia, Viterbo)

Scopo dell’intervento è ricostruire il modo in cui la vittoria sul nazismo sia diventata in Unione sovietica dopo la morte di Stalin, e segnatamente negli anni di Brežnev (1964-1982), uno dei momenti fondanti dell’identità nazionale e della legittimità del regime: le celebrazioni della vittoria, il 9 maggio, erano infatti una delle principali  ricorrenze del calendario civico sovietico, che è stata recuperata in seguito, dopo qualche esitazione, dalla Russia post-comunista alla ricerca di consenso, proprio per via del profondo radicamento sociale della memoria della guerra.  Nella prima parte dell’intervento, di carattere introduttivo, verrà illustrata la peculiarità della memoria della guerra in Unione sovietica, che la differenzia in modo sostanziale  dai paesi occidentali. La memoria della guerra in Unione sovietica è infatti una memoria duplice, ambigua, perché duplice e ambigua fu l’esperienza della guerra. Guerra di popolo, vinta a uno spaventoso prezzo di sangue (27 milioni di morti, secondo le stime più recenti), la vittoria sui nazisti, se portò alla liberazione del paese dall’invasore, portò al tempo stesso anche all’inasprimento e al consolidamento della dittatura staliniana. Da questa ambiguità dell’esperienza vissuta scaturisce la tragicità e l’ambiguità della memoria della guerra, che si può rappresentare in due figure sdoppiate, portatrici di valori diversi e antitetici: da un lato la memoria della guerra vissuta e sofferta, con la riscoperta dello spirito di libertà, che fu una delle fonti di cui si nutrì il disgelo dei tempi di Chruščev e, successivamente il dissenso democratico; dall’altro il culto della vittoria ufficiale, che celebrava invece la potenza militare del primo paese socialista al mondo, l’eroismo dell’eterna Russia davanti agli invasori  e l’unità del Partito-Stato col popolo. Nella seconda parte dell’intervento, si mostrerà l’uso politico della memoria della guerra, mostrando in particolare la centralità che assume il culto della vittoria nell’ideologia del regime a partire dagli anni Sessanta, quando il nazionalismo, sia pur rivestito idi una patina socialisteggiante, diventa l’ossatura dell’ideologia sovietica, portando a compimento quello spostamento delle fonti di legittimazione storica del potere dalla rivoluzione d’Ottobre, ormai ricordo sbiadito di un passato lontano, alla guerra iniziato già durante il conflitto. Nell’ultima parte si affronterà il problema del recupero del culto nella Russia post-comunista e dei valori che veicola.

Bibliografia essenziale:

Maria Ferretti, “La memoria spezzata. La Russia e la guerra”, Italia contemporanea, n.245, dicembre 2006, pp.525-565

Vasilij Grossman, Vita e destino, Adelphi, Milano, 2009

Michail Gabovič (a cura di), Pamjat’ o vojne 60 let spustja. Rossija, Germanija, Evropa [La memoria della guerra 60 anni dopo. Russia, Germania, Europa], NLO, Moskva, 2005.

Marina Loskutova (a cura di), Pamjat’ o blokade. Svidetel’stva očevidcev i istoričeskoe soznanie obščestva [La memoria dell’assedio. Le testimonianze di chi l’ha vissuto e la coscienza storica della società], Novoe izdatel’stvo, Moskva, 2006

Irina Ščerbakova, Cena pobedy. Rossijskie škol’niki o vojne [il prezzo della vitoria: gli studenti delle scuole superiori e la guerra], Memorial e Novoe izdatel’stvo, Moskva, 20054

Amir Weiner, Making sense of war. The Second World War and the Fate of Bolshevik Revolution, Princeton Un. Press, Princeton and Oxford, 2001