CELEBRARE LA NAZIONE Grandi anniversari e politiche della memoria nel mondo contemporaneo

Convegno internazionale di studi nei
 150 anni dell’Italia unita VITERBO, 10-12 MARZO 2011

Abstract Maria Stella Rognoni

L’“anno dell’Africa” (1960): cinquant’anni dopo.

di Maria Stella Rognoni (Un. Firenze)

Nell’Africa sub-sahariana, quadro di riferimento principale di questo intervento, lo Stato indipendente è relativamente recente. Ciò nonostante, la questione della politica della memoria si è posta fin dai primi tempi della sua fondazione. Si pensi per esempio alla necessità di riappropriarsi di un passato indipendente dal lascito coloniale implicita nella scelta, compiuta da alcuni leader nazionalisti come Kwame Nkrumah e, più tardi, Thomas Sankara, di toponimi che rappresentassero una netta cesura anche simbolica con quel lascito.

Oggi, sullo sfondo di nuovi e vecchi conflitti ma anche di un’auspicata “rinascita africana”, la politica della memoria è ancora un tema particolarmente delicato. Fioriscono musei dedicati al ricordo di un passato recente, spesso atroce: si pensi, per esempio, al museo sul genocidio rwandese a Kigali, o ai musei sudafricani che raccontano e testimoniano gli anni di apartheid.

Si tratta di politica della memoria a tutti gli effetti che si propone di superare le lacerazioni vissute senza però dimenticare i processi che a quelle lacerazioni hanno portato. Non mancano però polemiche intorno a questi e ad altri modi di ricordare, soprattutto quando i promotori della politica della memoria se ne servono per legittimare la propria posizione senza lasciare spazio ad altre narrative. È il caso appunto del Rwanda, dove il governo di Paul Kagame (rieletto nel 2010 con oltre il 90 per cento dei voti) ha abolito per legge la divisione etnica, senza che ciò si sia tradotto in un superamento delle pratiche di esclusione che vi si sono sempre accompagnate.

La politica della memoria rischia così di diventare uno strumento di sopraffazione da parte di chi si trova in posizione di potere. D’altra parte, disporre di una memoria condivisa o almeno plurale si rivela difficile proprio in quei contesti in cui le divisioni e i conflitti hanno caratterizzato la vita politica e sociale. Esiste tuttavia un tema sul quale nell’Africa di oggi possa esservi memoria condivisa? L’anno dell’Africa, al centro di queste riflessioni, può esserlo?

Per provare a rispondere a tali interrogativi, questo contributo intende prima di tutto chiarire che cosa implichi trattare dell’‘anno dell’Africa’: partendo dalla nascita dello Stato africano indipendente l’analisi pone in luce come le sue caratteristiche siano il primo ostacolo rispetto alla creazione di una memoria condivisa. Si capiranno quindi le ragioni per cui nel 2010, a mezzo secolo dall’anno dell’Africa, nonostante la rilevanza assoluta del tema delle indipendenze e della fine del colonialismo, le celebrazioni siano state misurate, quando ci sono state, e non abbiano avuto quel carattere di universalità che pure ci si poteva attendere.

Le riflessioni sui paradossi dell’indipendenza e sulle celebrazioni dell’anno dell’Africa suscitano infine alcuni interrogativi intorno ai fatti che in queste ultime settimane stanno scuotendo il Nord Africa e, per ora, parte del Medio Oriente. Si può ritenere che il rovesciamento di regimi ritenuti fino a poco tempo fa funzionali a un sistema internazionale oggi in piena trasformazione costituisca una nuova tappa nella lotta per l’indipendenza? O magari verso l’affermazione di una cittadinanza finalmente esercitabile in pieno da tutti e non più in balia dell’arbitrarietà del leader di turno?

Questo genere di interrogativi riporta al centro della riflessione il cosiddetto ‘doppio volto’ dello Stato africano – diviso, cioè, fra modernità e tradizione – e, soprattutto, l’inadeguatezza di strumenti di analisi che liquidino la tradizione come una dimensione destinata a sparire, ciechi di fronte al perdurare, al contrario, proprio di quella dimensione “tradizionale” che, a fronte dei sommovimenti in corso, viene richiamata in causa e apre scenari non interpretabili in modo semplicistico.

 

Bibliografia essenziale :

Per un’analisi sintetica, ma anche problematica, della Storia dell’Africa a partire dall’epoca pre-coloniale e fino al post-indipendenza:

Gianpaolo Calchi Novati, Pier Luigi Valsecchi, Africa: la storia ritrovata, Roma, Carocci, 2005.

 

Per un’analisi dell’Africa Sub-Sahariana nel sistema internazionale:

Arrigo Pallotti, Mario Zamponi, L’Africa Sub-Sahariana nella politica internazionale, Firenze, Le Monnier Università, 2010.

 

Per un’analisi sui processi che investono i rapporti fra Nord e Sud del mondo:

Gianpaolo Calchi Novati, Il Sud del mondo. Tre continenti fra storia e attualità, Novara, Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2009.

 

Per un’analisi delle questioni legate al post-colonialismo non solo nel continente africano:

Achille Mbembe, Postcolonialismo, Roma, Meltemi, 2005 (ed. or., 2000).

Jean-Loup Amselle, Il distacco dall’Occidente, Roma, Meltemi, 2009 (ed. or., 2008).

 

Sulle celebrazioni delle indipendenze africane a cinquant’anni dal 1960:

Nicola Labanca, A cinquant’anni dalla decolonizzazione: grande rivoluzione, strumentali ricordi, in «Passato e Presente», XXVIII (2010), n. 81, pp. 5-18.

 

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